MOZOM-analyse
L’Ungheria esercita pressioni sul presidente attraverso la Costituzione: ripristino dello Stato di diritto o nuova logica di potere?

- Fonte
- NU.nl, Hongaarse regering, AP, Human Rights Watch, Le Monde, The Guardian en Amnesty-context
- Titolo MOZOM
- L’Ungheria esercita pressioni sul presidente attraverso la Costituzione: ripristino dello Stato di diritto o nuova logica di potere?
- Titolo originale
- L'Ungheria approva l'emendamento costituzionale per mettere sotto accusa il presidente
- Autore
- Paul Giezen
- Data
- 13 juli 2026 om 19:12
- Argomento
- MOZOM indaga sul motivo per cui l’emendamento costituzionale ungherese che riguarda il presidente Tamás Sulyok è giuridicamente più di una questione di personale interno: mostra come il ripristino dello stato di diritto e il cambio di potere possano avvicinarsi pericolosamente.
Riassunto dell'articolo originale
Secondo NU.nl e AP, il parlamento ungherese ha adottato un emendamento costituzionale che permette di rimuovere il presidente Sulyok dall'incarico ed eleggere un successore in breve tempo. La consultazione del governo ungherese sul 17° emendamento costituzionale inserisce tutto ciò in un pacchetto più ampio: cessazione del mandato del presidente, nuove norme sui giudici costituzionali, riforma dell'amministrazione giudiziaria, limitazione delle leggi cardinali, limiti di mandato e misure riguardanti il patrimonio pubblico. Il messaggio ufficiale è che le istituzioni create sotto Orbán devono essere riequilibrate. I critici di Fidesz, Human Rights Watch e altri osservatori vedono un altro rischio: l’attuale percorso di impeachment con revisione costituzionale viene aggirato modificando la costituzione stessa.
Ricerca sulle proprie fonti
MOZOM ha confrontato la notizia con la consultazione ufficiale ungherese e con fonti critiche di diritto costituzionale. Comprovato: il 17esimo emendamento costituzionale fa parte di un pacchetto più ampio che riguarda non solo il presidente, ma anche i giudici costituzionali, l'amministrazione giudiziaria, le legislature, le leggi cardinali e i beni pubblici. Evidenza dal reporting: Sulyok è stato eletto nel 2024 nell’era Orbán ed è visto dalla nuova maggioranza come un possibile freno alle riforme. Lo dimostrano le critiche di HRW: la via dell’impeachment esisteva già, ma l’emendamento opta per una via costituzionale che pone fine al mandato stesso. Probabilmente: l’UE non avrà alcun dispiacere politico per la scomparsa del blocco fedele a Orbán se questo avvicinerà le riforme ai fondi dell’UE. Incerto: se questo precedente verrà successivamente utilizzato solo contro l’eredità di Orbán, o più in generale contro titolari di cariche apartitiche una volta che una nuova maggioranza avrà sufficiente potere costituzionale.
Colpisce in questo messaggio
È sorprendente che alla stessa azione possano essere dati due nomi opposti. Il “ripristino dello stato di diritto” suona come una riparazione dopo anni di prigionia del partito. La “presa del potere costituzionale” suona come una soluzione politica. Entrambi i frame possono contenere elementi di verità. La questione chiave è procedurale: al titolare di una carica viene assegnato un percorso individuale e verificabile con un’equa udienza, oppure la Costituzione viene utilizzata per abbreviare il mandato in un movimento politico?
Contesto meno visibile
Meno visibile è il fatto che le supermaggioranze costituzionali in Ungheria rappresentano un problema di potere ricorrente. Sotto Orbán, la Costituzione è stata spesso vista come uno strumento per vincolare a lungo le scelte politiche. La nuova maggioranza vuole rompere questo sistema, ma ancora una volta usa la Costituzione per farlo. Ciò può sembrare temporaneamente necessario, ma normalizza anche l’idea che chiunque abbia abbastanza posti può riscrivere le regole del gioco attorno a persone specifiche. Ciò è estremamente delicato per i piccoli paesi dell’UE: il linguaggio dello stato di diritto europeo può quindi offrire contemporaneamente protezione e copertura politica per un duro cambio di potere interno.
Possibile messaggio dietro la notizia
Un possibile messaggio è che l’Ungheria sta finalmente ripulindo l’eredità di Orbán. La lettura più acuta del MOZOM è che una costituzione utilizzata oggi per rimuovere un presidente fedele a Orbán potrebbe anche essere attraente domani per qualsiasi maggioranza che veda un funzionario imparziale come un ostacolo.
Conclusione neutrale
La conclusione: la modifica costituzionale ungherese fa notizia perché si colloca esattamente al confine tra restaurazione e uso del potere. Questa direzione può essere politicamente vantaggiosa per Bruxelles se accelera le riforme e riduce gli ostacoli ai fedeli di Orbán. Ma giuridicamente il punto debole resta lo stesso: uno Stato di diritto non si ripristina solo sostituendo le persone giuste, ma soprattutto utilizzando procedure migliori rispetto al potere che si dice corregga.
Fonte:
- NU.nl: Hongarije keurt wijziging grondwet goed voor afzetten president
- Hongaarse overheid: consultatie over 17e wijziging van de grondwet
- AP: Hungary constitutional amendment to remove president
- Human Rights Watch: rushed constitutional changes undermine rule of law
- Le Monde: Peter Magyar launches contested procedure to remove Hungary's president
- The Guardian: EU officials in talks with new Hungarian government over funds and reforms