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MOZOM confronta: SDG 7 2026, 655 milioni senza elettricità o crisi dell'accessibilità?

- Fonte
- WHO, IEA, IRENA, UN DESA, Wereldbank en Tracking SDG 7
- Titolo MOZOM
- MOZOM confronta: SDG 7 2026, 655 milioni senza elettricità o crisi dell'accessibilità?
- Titolo originale
- Monitoraggio dell’SDG 7 2026: 655 milioni di persone sono ancora prive di elettricità e due miliardi non dispongono di cucine pulite
- Autore
- Paul Giezen
- Data
- 8 juli 2026 om 13:26
- Argomento
- MOZOM indaga sul motivo per cui il nuovo rapporto Tracking SDG 7 non riguarda solo i cavi elettrici e i pannelli solari, ma soprattutto l’accessibilità economica, la salute, il finanziamento del debito e chi sarà lasciato indietro fino al 2030.
Riassunto dell'articolo originale
Il rapporto Tracking SDG 7: The Energy Progress Report 2026 è stato pubblicato dalle agenzie custodi dell’SDG 7: IEA, IRENA, UN DESA, Banca Mondiale e OMS. Gli ultimi dati 2023 e 2024 mostrano che l’accesso globale all’elettricità è rimasto al 92% nel 2024, con 655 milioni di persone che vivono ancora senza elettricità. A sostenere il peso maggiore di questo divario è l’Africa sub-sahariana, con oltre 560 milioni di persone senza elettricità e 970 milioni senza accesso a soluzioni di cottura pulite. La linea di riferimento è duplice: l’elettricità rinnovabile è in crescita e ora fornisce oltre il 30% del consumo globale di elettricità, ma il divario di accesso non si sta colmando abbastanza rapidamente. Secondo i dati chiave, il ritmo dell’elettrificazione deve triplicare per raggiungere l’accesso universale entro il 2030. Quando si tratta di cucinare, il divario è ancora più ampio: circa due miliardi di persone utilizzano combustibili o tecnologie inquinanti per cucinare, causando gravi danni alla salute dovuti all’inquinamento atmosferico domestico. Allo stesso tempo, i flussi finanziari pubblici internazionali per l’energia pulita nei paesi in via di sviluppo sono aumentati solo leggermente, raggiungendo i 24,6 miliardi di dollari nel 2024, mentre il sostegno ai paesi meno sviluppati è effettivamente sceso a 3,7 miliardi di dollari.
Come lo presentano le diverse fonti?
La linea stampa congiunta OMS/IEA/IRENA/UN DESA/Banca Mondiale sottolinea l’urgenza: l’elettricità e la cucina pulita sono condizioni fondamentali per lo sviluppo, la salute e la sicurezza. L’OMS attribuisce un peso maggiore all’inquinamento atmosferico domestico e al peso sanitario dei combustibili da cucina inquinanti. L’IEA sottolinea che centinaia di milioni di persone hanno ottenuto l’accesso dal 2010 e che la politica sta quindi funzionando. IRENA pone l'accento sull'energia rinnovabile domestica per proteggersi dagli shock energetici e di approvvigionamento. L’ONU DESA lo inserisce nell’agenda degli SDG e avverte che l’ambizione per il 2030 sta scomparendo. La Banca Mondiale pone maggiore enfasi sulla domanda di elettricità, sui modelli di investimento e sui finanziamenti privati. La dashboard Tracking SDG 7 trasforma tutte queste linee in indicatori misurabili: accesso all’elettricità, cucina pulita, energie rinnovabili, efficienza energetica e flussi finanziari internazionali.
Dove cambia l'enfasi?
Chiunque legga il rapporto con ottimismo vedrà che il progresso è possibile: dal 2010, 800 milioni di persone hanno avuto accesso all’elettricità e 1,5 miliardi di persone hanno avuto accesso alla cucina pulita. Chiunque legga il rapporto più attentamente vedrà che gli ultimi chilometri più difficili stanno diventando sempre più difficili. Coloro che sono rimasti indietro vivono più spesso nelle aree rurali, nei paesi a basso reddito e in regioni dove i collegamenti, il reddito, il debito e le infrastrutture sono contemporaneamente scarsi. Di conseguenza, l’SDG 7 non è solo una storia tecnologica. È anche una questione di accessibilità economica, di salute e di finanziamento.
Ricerca sulle proprie fonti
MOZOM ha inserito la pubblicazione stampa dell'OMS accanto alla pagina del rapporto dell'IEA e alla pagina di download del Tracking SDG 7. Il suo stesso calcolo è semplice ma significativo: più di 560 milioni dei 655 milioni di persone senza elettricità vivono nell’Africa sub-sahariana, quindi più di quattro quinti del divario elettrico globale è concentrato in una regione. Per quanto riguarda la capacità rinnovabile, la disuguaglianza è ancora più marcata: i paesi a basso reddito sono a 33,6 watt pro capite, secondo la linea del rapporto, rispetto ai 1.224 watt pro capite nei paesi ad alto reddito. Si tratta di circa 36 volte la capacità pro capite. Importante è anche il mix di finanziamenti: secondo la sintesi, nel 2024 i finanziamenti pubblici internazionali per l’energia pulita consistevano per circa l’80% nel finanziamento del debito, mentre i sussidi rappresentavano il 13%. Il livello MOZOM: i paesi poveri quindi non solo devono costruire l’accesso, ma spesso anche prendere in prestito per finanziare tale accesso.
Colpisce in questo messaggio
È sorprendente quanto suoni debole il termine "accesso universale all'energia". Nasconde che in pratica si tratta della luce in casa, del raffreddamento dei medicinali, della ricarica dei telefoni, dei compiti scolastici dopo il tramonto, della cucina senza fumo, della raccolta di meno legna e di meno malattie dovute all'inquinamento dell'aria interna. L’indicatore tecnico è quindi allo stesso tempo un indicatore di potenza: chi non ha energia a prezzi accessibili non ha tempo, salute, informazioni e spazio economico di manovra.
Contesto meno visibile
Ciò che è meno visibile è che la transizione energetica globale ha due velocità. Nei paesi ricchi, il dibattito riguarda spesso la congestione della rete, le pompe di calore, i prezzi industriali e gli obiettivi climatici. Nelle aree più povere, la prima domanda è se una famiglia può permettersi la connessione, il cablaggio, l’apparecchio e l’uso quotidiano. L’energia solare off-grid, le mini-reti, le stufe elettriche, il bioetanolo e il biogas possono aiutare, ma solo se il finanziamento non finisce principalmente come debito nei confronti di paesi e famiglie che hanno già pochi margini.
Possibile messaggio dietro la notizia
Un possibile messaggio è che la transizione energetica sta progredendo in tutto il mondo. La lezione più acuta di MOZOM: il mondo può produrre più elettricità rinnovabile e allo stesso tempo lasciare indietro le famiglie più povere se i collegamenti, le soluzioni di cucina e i finanziamenti non diventano accessibili.
Conclusione neutrale
La conclusione neutrale: il rapporto Tracking SDG 7 mostra progressi, ma un ritmo insufficiente per l’accesso universale entro il 2030. La conclusione MOZOM: la povertà energetica non scomparirà contando solo la capacità. La vera prova è se l’elettricità e la cucina pulita diventeranno accessibili, affidabili e salutari per le persone che vivono ancora al buio o nel fumo.